Nuvola75

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Sono una persona perennemente innamorata. Del mio lavoro, quello di giornalista, delle persone che mi stanno accanto e delle cose semplici, pulite. Cosa trovate qui? Semplicemente me stessa, con i miei momenti di forza e le mie debolezze. Soltanto Lucia/Nuvola Per contattarmi nuvola75(at)gmail.com


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Nuvola e le lenti a contatto

Nuvola, malgrado il nome originale che le hanno dato mamma e papà, ha una vista, per così dire, non proprio perfetta. Per anni è andata avanti mettendo gli occhiali solo al cinema, per leggere, per guardare la tv e per stare al computer, nonché per guidare di notte. Abbastanza normale... Solo che ultimamente non ci vede praticamente più per niente e ha deciso di allungare i tempi in cui indossare i "fanali", togliendoli, praticamente, solo per dormire. Tra l'altro d'estate, col sudore e col caldo, le danno non poco fastidio.
Cosa fare allora per risolvere il problema? Andare dall'ottico di fiducia, munito di oculista che mi fa sempre le visite, parlare un po' e farsi consigliare le lenti a contatto. "Era ora!", mi fa appena gli espongo il problema. "Sono almeno almeno due anni che te lo dico, ma tu niente!". "Sai com è... ho gli occhioni delicati e ho paura di non riuscire a sopportarle. Ma ora ti giuro che non ce la faccio proprio più e devo per forza metterle". "Ci penso io!", fa lui con un sorrisino afferrando un paio di scatole di lenti usa e getta. "Con queste non dovresti avere problemi. Sono indicate proprio per occhi sensibili come i tuoi e non dovrebbero darti fastidio. Ti spiego come si fa a metterle". Ed illustra una procedura con la quale, secondo lui, anche un'imbranata come me in trenta secondi avrebbe avuto una nuova pupilla senza alcun problema. Nuvola ha capito perfettamente! Ringrazia, paga e se ne va. Appena arrivata decide di metterle. Va in bagno, prende le scatoline con le gradazioni perfette per ogni occhio e comincia la pratica. Inizia dal sinistro. Dopo cinque minuti l'occhio era diventato una cosa inguardabile: rosso e pieno di lacrime. La lente, ovviamente, era ancora attaccata al dito di Nuvola. Al milionesimo tentativo finisce nel lavandino.
Ma Nuvola non si perde d'animo. Afferra la scatola per l'occhio destro e ripete l'operazione con il medesimo risultato. Unica differenza che la lente è andata sul pavimento e non nel lavandino.
Secondo voi, prima di finire la fornitura per 16 giorni, Nuvola riuscirà a mettere le lenti?
Si accettano consigli da chi è capace ad infilarsi quelle meraviglie negli occhi senza togliere direttamente il bulbo oculare. Anche perché gli occhialetti di metallo mi stando dando non poco fastidio anche oggi...
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categorie: personali

Fa caldo, sono stanca, ho la pressione sotto i tacchi delle scarpe... e devo pure lavorare! Potrà bastare come giustificazione per questo lungo e insensato silenzio?
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La notizia che non c'è

La notizia, messa in quel modo, valeva sul serio. E il direttore di un quotidiano on line, uno di quei tizi che io non stimo nemmeno alla lontana, di quelli che si credono GGGGiornalisti Veri, per capirci, non se l'è fatta di certo scappare. Peccato che il mister GGGGiornalista abbia dimenticato una delle regoline principali, una di quelle che scorda, di tanto in tanto, anche qualcun altro a dire il vero.
L'apertura del sito, dopo l'aggiornamento della domenica pomeriggio, è questa: "Matrimonio finisce in rissa perché la sposa aveva una tresca con un altro e lo sposo lo ha scoperto".
Al momento del sì lo sposo si imbestialisce e manda tutti a quel paese dichiarando pubblicamente che lui a quella poco di buono non la sposa.
Botte da orbi a destra e sinistra, intervento della polizia e, infine, anche del 118 che ha dovuto medicare 'sto mondo e quell'altro.
Vista la notizia, beh, sarà il caso di fare un paio di chiamate di verifica.
Inizio con la polizia, visto che l'esimio GGGGiornalista aveva parlato di intervento del commissariato di Assisi.
"Ciao, sono Nuvola. Tutto a posto? Senti volevo sapere qualcosa in merito a questo... che mi dici?". "Che me l'hanno raccontata in piazza come barzelletta! Ma come intervento non ce l'abbiamo. Dicevano che era a S. Rufino, comunque".
Beh, S. Rufino e ad un passo dai carabinieri, magari l'esimio ha sbagliato soltanto chi è intervenuto. Chiamo i carabinieri. Risposta identica, a parte il fatto che... non l'avevano sentita nemmeno per sbaglio. Che sia la Municipale? Ripeto il tutto e mi sento dire la stessa cosa.
A quel punto mi si pone solo una strada: chiamare il parroco di San Rufino.
"Buonasera padre sono Nuvola di X. Ma cos'è successo in chiesa?". "Ancora questa storia? E' da stamattina che la smentisco a tutte le messe". E racconta come sono andati i fatti. L'unica cosa vera è stato l'intervento dell'ambulanza a San Rufino ma per un turista infartato.
Gli invitati e gli sposi si sono ritrovati in quel casino e hanno avuto agitazione. Ma alla fine del rito e prima di andare alla Rocca a fare le foto.
Adesso, caro GGGGiornalista, ma perché invece di rubare i soldi pubblici, visto che quel sito è pagato da un Comune vicino a quello di Assisi, non vai a fare altro?
Scusa ma non ti ha insegnato nessuno a verificare le chiacchiere?
Io più vado avanti e meno capisco questo mondo! E' proprio vero che qui, almeno da noi, più sei scemo e meglio è. Ed è anche vero che nella vita fanno fortuna solo due categorie e gli altri si attaccano, come diceva mio nonno. All'interno della nostra ne aggiungerei anche altre due per farne 4: gli ignoranti arroganti e i lecchini.
Si vede che sono stanca? Oggi per fortuna mi riposo! Ci si risente in serata, con qualcosa di meglio!
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categorie: lavoro e affini

Voglia di hobby

Nuvola vorrebbe riprendere in mano un po’ la sua vita. Rimettersi a suonare la chitarra, tanto per dirne una. Le piacerebbe curare qualche hobby. Un tempo era famosa per saper fare mille e mille cose ma da tre anni a questa parte non riesce più nemmeno a cenare, figurarsi a fare altro. Perché deve stare qui ad aspettare che l’imbecille di turno si decida a mandare le pagine. Secondo voi come può fare Nuvola? Non dite suonare la chitarra di notte, perché il vicino di casa non apprezzerebbe. Sapete è… come dire… un po’ suscettibile e gli dà fastidio anche quando Nuvola rientra a casa con gli stivali (che toglie appena entrata in camera a dire il vero), figurarsi se sentisse il suono delle sei corde o, meglio ancora, delle dodici… non credo che apprezzerebbe… e penso anche che la povera Nuvola non durerebbe in vita più di trenta secondi.
Siccome non vorrei essere uccisa dal vicino di casa, tenendo conto del fatto che non so dipingere, disegnare, fare lavoretti con la pasta di sale nè con la creta e so fare solo due o tre punti di ricamo… Si cercano consigli!

Domenica in casa Nuvola

Sabato per Nuvola è stata una giornata a dir poco stressante ed è uscita dal lavoro stanchissima e tardi, tanto per cambiare. Nonostante questo ha raggiunto gli amici per passare un paio di ore cercando di dimenticare le schifezze che ha dovuto vedere e sopportare per tutto il giorno, rientrando a casa abbastanza tardi. Domenica Nuvola non lavorava e si era accordata con la madre per essere lasciata in pace almeno almeno fino all’ora di pranzo, quando avrebbe raggiunto il resto della famiglia. Per il pomeriggio, visto anche il cattivo tempo, prevedeva di stare a casa a guardarsi un film insieme a Mister Sorriso.
Ma non aveva fatto i conti con il resto del mondo, con le rotture di scatole solite e con le persone che continuamente le rendono la vita un vero e proprio inferno.
Uno su tutti: il rivoluzionario, il killer della lingua italiana. Domenica mattina, mentre Nuvola faceva colazione, bella rilassata, con cornetti caldi caldi (quelli surgelati, fatti lievitare di notte, e cotti a casa per capirci) e una bella tazza di caffè e latte, comincia la tortura.
Un sms. Due sms. Tre sms. Quattro sms. Cinque sms. Nuvola, che non è affatto una signora e che in certe occasioni diventa un vero e proprio scaricatore di porto, a quel punto afferra il telefono e risponde invitando, più o meno gentilmente, il signore in questione a trovare di meglio da fare.
Quello ha talmente ben capito il significato esplicito del messaggio che due secondi e mezzo dopo ha chiamato!
Nuvola non ha riposto: era troppo arrabbiata e non voleva essere accusata di averlo minacciato.
Ma questa mattina, quando il tipo ha rifatto quasi la stessa cosa, ha lasciato che lo scaricatore di porto che è in lei venisse fuori di prepotenza e, finalmente, l’ha detto: “Scordati questo numero! Se provi a rimandare un sms, a chiamare, a fare squilli o altro e parte la denuncia!”. Secondo voi, avrà capito? Secondo me no… Anche perché, so per certo, che ha parlato di questa cosa anche con altre persone… e non credo che riuscirò a spuntarla.

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categorie: lavoro e affini

Ho solo sonno...

Il ticchettio della pioggia sui vetri. Adesso ho solo voglia di lasciarmi cullare da un dolce e meritato e riposo. In quello che è il mio rifugio, lasciando fuori il mondo e le rotture di scatole. Domani è un altro giorno. Domani ce la farò a mettere in ordine i pensieri, a scrivere qualcosa di sensato. Le idee non mancano, del resto la mia vita di spunti ne offre tanti, ironici, arrabbiati e altro. Adesso no. E’ troppo tardi per fare qualsiasi cosa, se non dormire.

Computer ko

Il mio meraviglioso e unico portatile si è di nuovo ammalato. Non dovrebbe trattarsi di niente di serio ma per qualche giorno mi ha di nuovo abbandonato per la clinica.
Così Nuvola non potrà finire di scaricarsi Gomorra (e sì che era arrivata ben oltre la metà, mannaggia!) ma, soprattutto, avrà ancora meno tempo a disposizione per tutto quello che concerne internet e affini.
Comunque, tra le belle notizie ne figura una: sto dimagrendo! Come mai? Vi chiederete! Semplicemente perché, per un problema di gonfiore alle gambe e di grande dolore, ho iniziato a fare un ciclo di massaggi che mi ha permesso di perdere un chilo e mezzo dopo la prima seduta!
Il bello è che mi sento già meglio! Non fosse altro perché ho perso alcuni centimetri corrispondenti al chilo e mezzo (pochi ma... chissenefrega!) che mi hanno permesso di rientrare nei miei splendidi jeans che non mettevo da due anni! Basta poco a rendermi felice, vero? Soprattutto se penso a quanto dovrò pagare di riparazione per il mio amico inseparabile!

La Santa Inquisizione

Pensavo fosse una cosa passata da secoli. Pensavo che certe tecniche, utilizzate dalla Santa Inquisizione ormai fossero state lasciate nel cassetto, morte e sepolte insieme ai vari domenicani che l’avevano praticata. Invece non è così. Già, per ritirarle fuori basta un pretesto qualsiasi, una stupidaggine come un’altra. Ed ecco che arrivano i discendenti diretti di Tomàs de Torquemada. Non hanno la tonsura, non indossano l’abito, ma l’aria è la stessa. E forse anche più arrogante. Chiedono, domandano, accusano e condannano. Ovviamente senza possibilità di appello e senza poterti difendere. Tanto per loro tu sei due cose: colpevole a prescindere (come per Torquemada) e deficiente all’ennesima potenza. Sapete che vi dico? Che mi hanno letteralmente stufato. Anzi, un po’ mi fanno pena e un po’ mi fanno ridere!
Io ho fatto una scelta esistenziale: ignorarli. E magari, quando ci faccio caso, ridere alle loro spalle. Anche perché, come ho più volte sottolineato, preferisco essere piuttosto che apparire. Alla fine, non credo nemmeno che questi Torquemada siano molto migliori di me. Del resto, nemmeno lui era del tutto senza peccato… figurarsi i suoi eredi, che vivono nel XXI secolo e che non hanno nemmeno la scusa dell’abito monastico!

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Ci sono... mezza morta ma ci sono!

Sono tornata e di cose da dire ne avrei molte, anzi moltissime! Ci sarebbero piccoli aggiornamenti sulla mia vita privata, una considerazione su una cosa che mi è capitata stamattina, qualche nuova chicca sulla comunista che veste Gucci... Ma bisogna avere pazienza... Oggi a Perugia faceva 35 gradi ed io sono a dir poco morta! Non ce la faccio proprio a mettere in fila le idee!
Doccia, dormita e forse domani ce la farò... aspettatemi che torno! Ci sarebbe anche da rispondere ai commenti dei post sotto... Lo farò presto... e manderò anche una mail a Beppe per aggiornarlo su quello che mi ha chiesto! Promesso!!!! Per ora... Buonanotte a tutti da una Nuvola accaldata!
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Pensieri sconnessi davanti a S. Maria degli Angeli

Puoi essere arrabbiato con il mondo, voler fare una strage, essere depresso. Puoi essere quello che ti pare. Ma quando la vedi comparire, lassù, tutto passa. Di cosa sto parlando? Ma della Madonna della Basilica di S. Maria degli Angeli. Mi fa sempre un effetto particolare, soprattutto in notturna. E anche stasera non ha fatto eccezione. Sono giorni duri per me, giorni a dir poco terribili. Non ce la faccio davvero più. Ma quando, stasera, me la sono trovata davanti è come se tutto fosse passato in un attimo. Per non parlare poi della breve sosta in piazza, davanti a S. Francesco. Lì ho ritrovato per un po' almeno un minimo di serenità. Non c'era nessuno, nemmeno un fratino che si aggirava fuori dal Sacro Convento. Nessuno. Solo io. E davanti a quel rosone è stato come se, per un momento, fossi riuscita a dire addio a tante cose, a tante brutture. Era come se le persone malvagie, la gente che devo vedere ogni giorni per forza, che devo sopportare minuto per minuto, se ne fosse andata del tutto. Poi è bastato riprendere la macchina e tornare a casa per sentire di nuovo il peso. Anche se c'è un sorriso speciale. Che non basta a superare tutto definitivamente. Ma di certo aiuta e molto.  Pensieri troppo  sconnessi per  essere  compresi. Scusate ma  oggi è così. Domani farò di meglio. Domani è un altro giorno e non lavoro. Così... per un attimo... potrò scordare almeno in parte qualcosa. Che tornerà, è chiaro. Ma non domani...
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categorie: personali, moleskine